Investment Banking? In Italia vanno i Sales
Sales, sales e ancora sales. Per chi vuole intraprendere una carriera nell'investment banking in Italia, non c'è che una strada: proporsi come ottimi procacciatori, sviluppatori e gestori di rapporti con il cliente.
Tirando fuori spirito imprenditoriale, autonomia e ottime capacità relazionali, oltre al curriculum giusto, questo settore del banking non è poi così inaccessibile come sembra. Le banche magari sono più caute nel cercare personale rispetto ad altri settori come il private banking. Ma non manca qualche positiva sorpresa.
Investment banking può significare un sacco di cose. In linea di principio, vi rientrano le fusioni e acquisizioni (o M&A, che sta per mergers & acquisitions) e tutte le attività necessarie a trovare i capitali per finanziare queste operazioni. In una definizione più ampia, vi rientrano il corporate finance, il trading di bond e azioni e altri prodotti finanziari, così come l'origination di prestiti sindacati o obbligazioni allo scopo di reperire capitali.
Un settore di alto profilo, dove le banche realizzano margini elevati e i banker possono guadagnare cifre davvero importanti. Secondo una ricerca di Michael Page di fine 2004, un institutional sales sotto i 30 anni può guadagnare fino a 64.000 euro, per salire a 98-120.000 euro fra i 31 e i 36 anni e poi su fino a 200.000 euro per i livelli senior. Cifre che non tengono conto di bonus né di eventuali stock option. Stipendi simili nel corporate finance, con 45-75.000 euro per i banker fra i 31 e i 35 anni 72-96.000 euro fra i 36 e i 40 anni e, più su, fino a 200.000.
Con la crisi delle borse, a partire dal 2000, le grandi banche d'investimento hanno tagliato parecchio personale. Un'onda lunga che continua ad avere conseguenze persino ora che i mercati sono in ripresa. Le imprese investono con prudenza e, altrettanto caute e selettive, sono le banche nel ricercare personale. Molti grossi nomi del settore hanno preferito accentrarsi presso gli headquarters di Londra, Francoforte e Parigi. Ma qualcosa, anche in Italia, si muove di nuovo.
Sviluppatori di mercato
Anche se sono ormai lontani i tempi in cui fusioni e acquisizioni dominavano le prime pagine dei giornali finanziari (e le banche assumevano a pieno ritmo nell'M&A), i recruiter segnalano che diversi istituti di credito, italiani e stranieri, sono nuovamente sulla piazza. "L'investment banking - dice Hans Thoenes, consulente per l'area banche e finanza della società di executive search Eric Salmon & Partners a Milano - sta tornando ad avere un certo volume di attività. Certo le grandi banche sono molto attente a non cadere nella trappola dell'overstaffing, ma c'è chi si sta muovendo".
"Diverse società straniere - spiega Gianpaolo Alfano, direttore generale in Italia di Page Personnel del gruppo Michael Page International - dopo i grandi investimenti compiuti tra il 1998 e il 2000, si trovano oggi a dover far fronte a riduzioni di personale. Rimangono così in Italia strutture più flessibili, focalizzate sulla ricerca prevalentemente di sales, in quanto sviluppatori di mercato".
Bond, hedge funds ma anche equity
Fra i molti prodotti finanziari, in questo momento spicca il reddito fisso. "Il settore dell'investment banking all'interno del quale attualmente ci sono maggiori richieste di personale - dice Alfano - è sicuramente quello del reddito fisso e dei prodotti strutturati: qui si cercano sales rivolti a una clientela istituzionale e corporate".
Diversi recruiter segnalano che i loro clienti cercano institutional sales anche per piazzare sul mercato hedge fund, o più in generale investimenti speculativi nell'ambito di risparmi gestionali, volti magari a fondi pensione o fondazioni bancarie, che hanno buona liquidità.
Ma non è solo nel reddito fisso o nei prodotti speculativi che l'investment banking è dinamico. Anche il settore azionario mostra di nuovo un pò di vitalità in Italia. "Ci sono segnali di risveglio anche nell'equity - spiega Thoenes di Eric Salmon - e alcune banche cercano persone anche a livello di advisory".
Master in Europa e "lateral thinking"
In Italia è possibile farcela, anche se le migliori chance in un settore competitivo come l'investment banking sono riservate a chi inizia all'estero. "Nel M&A in particolare - spiega Sergio Zanetta, associate partner della società di executive search Proper Transearch - i grandi nomi come Goldman Sachs e Merrill Lynch preferiscono utilizzare in un mercato come quello italiano persone con un certo tipo d'esperienza. Per questo motivo preferiscono scegliere un candidato fra i banker a Londra portarlo in Italia". E il candidato ideale - spiega sempre Zanetta - "deve avere ottime capacità nelle relazioni interpersonali, essere autonomo e dotato d'iniziativa e avere una certa (pur se razionale) propensione al rischio: si cerca il 'lateral thinker', colui che sa uscire dagli schemi predefiniti".
In generale occorre un buon master, meglio se all'estero. "Il concetto di Master - dice Alfano - qui in Italia ha perso molta credibilità e, specie per quanto riguarda il banking, si deve andare all'estero, in posti come Londra o gli Usa". E fra quelli più all'avanguardia, Alfano cita quelli europei: "sono master più brevi, è molto meglio una durata di nove mesi o un anno piuttosto che il modello statunitense dei due anni". Il percorso ideale? Laurea entro i 24 anni, un breve periodo di lavoro, il giusto master, per poi infine rientrare nel processo di recruiting.