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Come essere ammessi al club del private equity

Veri e propri 'Re' del sistema capitalistico, i fondi di private equity non fanno altro che investire. Spendendo centinaia di milioni di dollari, spesso miliardi di dollari, per comprare grosse società, ristrutturarle e poi rivenderle a un prezzo più alto. Risultato: chi lavora nel settore riesce a guadagnare cifre astronomiche e a beneficiare di una sicurezza del posto di lavoro che la maggior parte dei banchieri d'investimento puó solo sognare. Ma non pensate che trovare un lavoro nel settore sia cosa facile.

pochi fortunati

"Il private equity è una delle destinazioni professionali più richieste in questo momento", spiega Tim Butler, che dirige i programmi di sviluppo della carriera alla Harvard Business School. "È anche uno dei più competitivi, se non il più competitivo, fra i settori in cui cercare un lavoro".

E secondo Guy Townsend, managing director di Walker Hamill - società con base a Londra specializzata nella ricerca di personale nel private equity - la maggior parte delle persone non ha alcuna possiblità di farcela. "Ci vuole una laurea con il massimo dei voti in un'università di altissimo prestigio. E se il candidato viene dal settore del banking, deve aver lavorato per un'azienda di altissimo livello e deve essere tra i migliori sul mercato''.

Posto che uno faccia parte di questa ristretta cerchia, come massimizzare le proprie chances di successo? Molto dipende da dove si vuol lavorare. Ma il messaggio è lo stesso per tutti: eccellere.

Italia: i giusti contatti

Se vuoi lavorare nel private equity in Italia, sicuramente ti sarà d'aiuto la conoscenza delle persone giuste. Perché il mercato è di piccole dimensioni e raramente le aziende sono alla ricerca di nuovo personale. "Avere buoni contatti è il modo per farcela", spiega Tracey Turton, un headhunter di Horton International a Milano. "Devi conoscere le persone giuste e convincerle che assumerti è la scelta vincente''.

Sono parecchi i fondi internazionali di private equity che hanno un ufficio in Italia, come il gruppo Carlyle, VC Partners, Permira e Vestar Capital Partners. In generale, tuttavia, non impiegano uno staff di grandi dimensioni. Vestar, per esempio, dà lavoro ad appena quattro persone a Milano e ha fatto l'ultima assunzione nel 2002. E - come spiega il managing director Marco Mantica - il fondo ha intenzione di assumere una figura junior nel futuro, che dovrà provenire probabilmente da una banca d'investimento o da una società di consulenza strategica. ''Dovrà - spiega Mantica - parlare diverse lingue ed avere una curriculum di studi ai massimi livelli''.

USA e Gran Bretagna: cominciare giovani

Nel mondo anglosassone c'è un vantaggio per chi cerca lavoro in un fondo di private equity. I fondi americani assumono personale junior ogni anno e anche i fondi britannici non sono da meno. Due sono le strade da seguire per chi vuol farcela ed entrare nell'olimpo del private equity.

  • Laurearsi e poi accumulare esperienza per un periodo da due a tre anni, preferibilmente nelle banche d'investimento
  • Conseguire un Master in Business Administration

La prima opzione è la migliore. Ma non c'è alcuna garanzia di mantenere il posto a tempo indeterminato. I fondi, infatti, di solito assumono sulla base di contratti per un paio d'anni, poi mandano le giovani leve a fare un MBA, senza alcuna garanzia di riassumerli nuovamente alla fine degli studi. D'altra parte, se uno ritarda l'ingresso nel private equity a dopo l'MBA, c'è sempre il rischio che gli vengano preferiti concorrenti che già lavorano nel settore. Il super-fondo Usa Carlyle, che gestisce quasi 19 miliardi di dollari, ogni anno assume da 15 a 20 nuovi 'associates'. Lori Sabet, senior vice president risorse umane presso il gruppo Carlyle, ha spiegato che la maggior parte dei neo-assunti proviene dalle banche d'investimento o dalla coansulenza strategica. Fra i candidati che vengono dal mondo bancario, secondo Sabet le maggiori probabilità le hanno coloro che hanno hanno esperienza in quattro settori:

  • Corporate finance
  • Financial sponsors
  • Leveraged finance
  • M&A

In Gran Bretagna, capita che le società di private equity assumano personale proveniente dalla revisione, ma con sempre meno frequenza. Nel 1997, per esempio, il 33% del personale junior della Walker Hamill aveva un background nella revisione. Nel 2003 questa quota era già scesa al 12%. E nel 2005, secondo Townsend non più del 5% dei neo-assunti sarà certificato ACA.

Il trampolino MBA

Se pensi di sostenere un MBA come trampolino di lancio per accedere al settore del private equity, occhio a scegliere la scuola giusta. Blackstone Capital Partners, un fondo Usa con oltre 14 miliardi di dollari in portafoglio, negli Stati Uniti prende in considerazione soltanto tre atenei - Harvard, Wharton e Columbia - per le cerimonie di presentazione dell'azienda agli studenti che stanno per entrare nel mondo del lavoro. La Columbia Business School per esempio, lo scorso anno è riuscita a collocare 30 studenti nel private equity, un ottimo risultato considerando che la maggior parte dei fondi non assume più di una decina di persone l'anno.

In Europa, le migliori opportunità sono offerte a chi proviene dalla London Business School o dall'INSEAD.

Regina Resnick, che dirige il dipartimento per il collocamento nel mondo del lavoro alla Columbia, spiega che il prestigioso ateneo fa leva sui suoi legami storici con l'industria. Alcuni pezzi grossi del settore come Henry Kravis, co-fondatore di Kohlberg Kravis Roberts, sono ex studenti della Columbia dove spesso tengono conferenze e tavole rotonde. Così si crea un rapporto con gli studenti che si fanno conoscere e apprezzare e magari vengono selezionati. "I fondi di private equity - spiega - preferiscono costruire una relazione con gli studenti prima di assumerli". "È un processo molto personalizzato, non assumono un gran numero di studenti e vogliono conoscerti bene prima di prenderti a bordo". Conseguenza: se chi fa parte degli atenei "baciati dalla fortuna" deve già sgomitare per entrare in contatto con le società di private equity, figuriamoci quelli che non studiano ad Harvard, Wharton o alla Columbia.

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AUTHORAnonymous Insider Comment

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